Sono un artista anomalo.
Questo realizzo valutando me stesso. Quel poco di bohémien ch’avevo l’ho lasciato per strada e continuo, come un onesto lavoratore dell’arte, a impegnarmi , sperimentare, studiare con l’intento ( la speranza ) di crescere. Accrescermi come bagaglio di “umanità” e pienezza, poiché non ho per certo ambizioni ( né futuro ) di gloria o denaro.
Ciò nonostante sono orgoglioso del mio percorso e sarei falsamente modesto se affermassi che molto non ho fatto in questi anni.
“Quando avrò imparato inizierò a dipingere”.

Questo per dire che poco mi imparento con quegli artisti trasgressivi nei temi, nello stile, nella mise e nel parlare ed atteggiarsi, ritenendo, questo da sempre, che una prima rivoluzione si possa fare magari brandendo un fiore, oppure un libro o recitando una poesia. Sono tempi assai grami, bui e per niente liberi e la ragione principale di questa avvilente condizione risiede nelle mancanza di cultura. Non che sia obbligatorio una laurea per vivere tutti meglio, però quel minimo di sensibilità alla vita, alla natura, ai nostri simili sarebbe di conforto e molto risolverebbe, credo.
E muovendomi nel quotidiano, su strade non più nuove, annoto e scatto foto di ogni dettaglio mi stimoli a pensare con l’intento, un indomani, di riprendere il discorso che la troppa fretta o sovraffollamento mio mentale, m’avevano lasciato abbandonare.
“Sono finalizzato e focalizzato,
ecco quale la prima differenza tra me e un artista.

Vengo al titolo perché il titolo viene a me anche oggi e perché un dipinto non nasce mai, o quasi o comunque non per me, da una tela vuota.
Se ricercassi in quel candore soltanto il bello mi sentirei d’avere perso, e forse molto perdo in un ipotetico mercato ma non l’integrità e coerenza con il mio vero canto.
La canzone che mi risuona in testa ogni mattina di queste settimane, parla di strade, cemento, “cose” perse e “cose” che vorrei. Di fiori che resistono, continuano a crescere nonostante il caldo dell’asfalto, gli scarichi delle macchine, la noncuranza degli uomini. Fiori-malgrado…malgrado i tempi avversi, le mode, le corse, le superfici più colorate, attraenti e meno impegnative che il pensare, il sottrarsi, l’immergersi, il rischiare.
Sono fiori di strada, poesia del quotidiana nel ritaglio di un muro o marciapiede, manifesto apparentemente anonimo, simbolo discreto di coloro che resistono.






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