Ho rifilato, da alcuni pezzi di carta vergine che avevo in studio, quattro ritagli di formato 27x37cm.
Di per sé hanno consistenza assai rigida benché al contatto con l’acqua e il colore inizino a deformare un po’ imbarcandosi.
D’altronde trattasi di polpa di cellulosa, tenita assieme giusto con l’acqua e non ancora processata nel pulper…
Ho sperimentato trattando col gesso acrilico che si da come base sulle tele anche per la pittura a olio ed hanno mosso poco. Ieri notte, a supporto già preparato,ho provato a intervenire con del pigmento nero, non ricordavo di averne perché nel figurativo non si usa in quanto “sporca” la pittura.
L’effetto che volevo ricreare era quello dei “coltelli” da tipografia, quelle spatole che si usano per preparare il colore e magari si appoggiano su della carta di recupero per non sporcare in giro.
Il risultato è molto “contemporaneo” e merita ulteriori prove, già così mi pare abbia un suo compimento.
Il tema conferma come tutto quanto rappresenti in parte il passato, su di me eserciti l’ enorme fascino chiamato ” NOSTALGIA”.






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