Dietro il quadro e il fine-art

Come nasce un dipintoe cosa c’è dietro un quadro?Certamente è un errore perché, a chi osserva un quadro , si dovrebbe lasciare un margine di interpretazione, di sogno ( ed anche di libertà) , però è più forte di me la necessità di condividere quella che è la mia ispirazione ( e la visione e la storia e le parole e le foto e tutto il resto compreso le storie musicali ) relativa al concepimento di un dipinto.Come nasce non si può dire…nasce da una parola, da un sentimento, da un’idea idiota o, più probabilmente, da una necessità di comunicare un qualcosa…da uno sfogo “terapeutico”, insomma…


Come nasce non si può dire però poi lo dico, perché quello è ciò che sento di fare e che quindi faccio. Ma voglio soffermarmi sul cosa c’è «dietro» al quadro ovvero la cassaforte o la polvere.

Di solito dietro al quadro io scrivo il titolo o alcuni pensieri, altre volte allego il bozzetto del quadro stesso fatto a carboncino, china o acquerello.E dietro le «stampe d’arte» fine-art invece cosa c’è?
Il fine-art è una stampa su carta cotone certificata d’arte, io pretendo la “carta Verona”, la trovo bellissima alla vista e “dolce” al tatto. Normalmente richiedo che venga applicata su un pannello di forex cosicché possa essere più facilmente incorniciata evitando di inserire l’odioso vetro che genera riflesso.


Il fine-art è il successore della vecchia litografia ed ha un valore oltre che intrinseco, anche estrinseco, perché si rivaluta adeguandosi al coefficiente che il mercato stabilisce per l’artista. Mi piace l’idea che l’arte non rimanga un lusso per i pochi che possono permettersi l’originale ma che, con una cifra ben più modesta, tutti possano godere a casa propria di un dipinto che amano.
La riproduzione in fine-art richiede un bel po’ di lavoro e investimento. Per lavoro intendo quello di un fotografo, quello di un grafico che lavora in presenza dell’autore dell’originale, quello di uno stampatore e quello di un artigiano corniciaio: quattro professionisti.
Il tutto senza alcuna garanzia per me sull’effettiva vendita della stampa così prodotta.

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