“se solo potessi dirti
che non esistono sogni sbagliati”
Per un po’ di tempo le tavole hanno orbitato in giro per le stanze, non soltanto quelle fisiche e reali: qualcosa non convinceva.
Poi tutto ha acquisito un senso ed ho così ultimato i dipinti, quattro al momento, forse altre ne produrrò perché il tema onirico esplorato nell’informale mi affascina .
È stato sufficiente riprendere un vecchio volume, rileggersi il “Libro dei sogni” di Kerouac per “sbloccare”.
Anni fa, cenando in un ristorante a Livorno intravidi, tra delle cartoline appese al muro della sala pranzo, una busta da corrispondenza. Sulla carta di buon pregio era scritto in bella calligrafia la frase:
“se solo potessi dirti che non esistono sogni sbagliati”
La trovai infinitamente poetica e decisi di completare su altro foglietto questo delizioso incipit.

Un paio di mesi fa mi è tornato alla memoria quando Facebook mi ha riproposto come ricordo, la foto del foglietto che avevo scritto all’epoca.
Sono andato a documentarmi se la frase appartenesse a qualcuno scoprendo che fu il titolo di una mostra fotografica tenutasi una decina d’anni fa sempre a Livorno.
Ho allora abbozzato dapprima su carta poi dipinto il primo, dopo un po’ gli altri tre col la medesima prassi. Nel mentre ho scritto queste righe affinché l’insieme di strutturasse in racconto e più compiutamente io lo potessi illustrare:
L’Amore chiosavo
al Serpente
e tre Volti di Numeri appesi
spunsero il Capo
in quel gaglio
di sogni sbagliati
ricolmo.

Stabiliti i titoli e definitone un senso più ampio che non quello intimo e personale, il viaggio ha consistito della stessa eterea materia di cui si compongono i sogni.
“Chiosa” intesa come spiegazione. Si pretende più o meno ogni volta che il caso-sogno si manifesti, di volergli attribuire un significato. E detta pretesa rimane abbastanza assurda e imprecisa considerando che nel sogno non esiste logica alcuna e che il suo generarsi dipenda tanto dal caso quanto da altre ragioni inviolabili e involontarie quasi come il respiro o il battere del muscolo cuore.
Ponderando poi il fatto che si definiscano “sogni” più propriamente quelli che avvengono durante il sonno ma anche i desideri da svegli, che per varie ragioni si reputano come difficilmente realizzabili.

I “Numeri” sono l’umana ossessione. Nel mio specifico caso clinico definii come numeri piuttosto una sensazione di oppressione e inadeguatezza che avvertii in molti sogni per un certo periodo della mia vita. Trattandosi di pura sensazione, quindi niente di figurato e reale, la associai ai numeri in quanto quel preciso stato d’animo che mi faceva star male era assimilabile a un qualcosa di indefinito la cui crescita diveniva esponenziale e da me incontrollabile per quanto cercassi di mantenerne un controllo e questa fuga mi procurasse un disagio.
Universalmente i numeri nei sogni sono tuttavia oggetto di molti studi più o meno riconducibili alla stessa superstizione e anche alla cabala.

“Psiche” poiché “Capo” suonava male e male si percepiva il titolo come testa o mente.
I sogni altro non sono che una manifestazione dell’attività psichica, uno strumento per elaborare inconsciamente le proprie pulsioni.
Sul tema sogni si è incentrata tutta la psicanalisi e prima ancora la filosofia e letteratura, quale la valenza quale la funzione e soprattutto la dimensione e portata rimane un’incognita davvero affascinante.

Il “sonno”. Ho sempre pensato che “sogno” e “sonno” avessero la stessa etimologia in quando lemmi paronimi e semanticamente correlate. Invece scopro che il primo indica lo stato biologico “sonnus” e il secondo l’attività mentale svolta in quel tempo “somniun”.
“Dormire è un po’ morire” mi viene da dire e il sonno spesso viene paragonato alla dipartita terrena con le parole “sonno eterno” . Insomma Hypnos e Thanatos erano gemelli della notte nella mitologia e lo stesso Amleto di Shakespeare proferì la frase:
“Morire, dormire. Dormire, forse sognare”.
Gli estremi sono tutti presenti . Fondamentalmente la morte ci lascia le stesse incognite sull’aldilà che lascia il sonno sui sogni che saranno, tuttavia nel secondo caso avremo certamente il tempo per rielaborarne.
In tutto questo ragionare di sogni, titoli e quisquilie ho omesso metà del concetto, la condizione di errore, la chiosa di come i numeri facciano dell’attività psichica del sognare durante il sonno i sogni sbagliati.
Se solo potessi io dire che non esistono sogni sbagliati…
potrei?


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